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Home Aspetti amministrativi Chiamata in servizio
Chiamata in servizio

Preavviso di servizio

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Il nostro consorzio preavvisa (ad inizio anno) tutti i militi inviando le date del servizio previsto per l'intero anno.

In questo modo ogni milite è in condizione di organizzarsi di conseguenza (e di informare il proprio atore di lavoro).

In casi giustificati il milite può fare richiesta di una modifica del proprio piano delle convocazioni (seguire le indicazioni inviate con il preavviso di servizio).

 

Convocazione

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La legge federale definisce un termine minimo di sei settimane entro il quale deve essere inviata la convocazione di servizio.

Il nostro consorzio si impegna ad anticipare tale termine di due ulteriori settimane, portandolo ad otto settimane. Questo per permettere ai militi di potersi organizzare di conseguenza, informando per tempo dell'assenza il proprio datore di lavoro o la segreteria della propria scuola.

Ricordiamo che è compito del milite informare il proprio datore di lavoro o la propria scuola dell'assenza per il servizio.

Da alcuni anni il Consorzio invia il Preavviso di servizio ad inizio anno. Il preavviso permette al milite di organizzarsi in funzione del servizio previsto.

 

Chiamata in caso di intervento

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Oltre che per motivi d'istruzione, i militi possono essere chiamati in servizio anche in caso d'intervento della protezione civile [Legge sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile, LPPC, art. 27] dal Consiglio federale

  • in caso di catastrofi e altre situazioni d'emergenza che colpiscono diversi cantoni o l'intero Paese
  • in caso di catastrofi e altre situazioni d'emergenza nelle zone limitrofe di un Paese confinante
  • in caso di conflitto armato
  • per prestare interventi di pubblica utilità a livello nazionale

I militi possono essere chiamati a prestare un intervento anche dal Cantone o dalla Regione; in questi casi la procedura è disciplinata dai Cantoni. Il Cantone (o la Regione) può chiamare in servizio i militi della protezione civile:

  • in caso di catastrofi e altre situazioni d'emergenza
  • per svolgere lavori di ripristino
  • per prestare interventi di pubblica utilità

In questi casi non vi è un limite massimo di giorni di impiego.

 

Obbligo di entrare servizio

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In caso di convocazione o di chiamata, i militi sono tenuti (=obbligati) ad entrare in servizio secondo le disposizioni dell'autorità responsabile della convocazione [Ordinanza sulla protezione civile, art. 7].

 

In caso di malattia

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Chi, per motivi di salute, non può entrare in servizio, deve informare immediatamente l'ufficio responsabile della convocazione e, entro le 12:00 del giorno dell'entrata in servizio, recapitare allo stesso il certificato medico in busta chiusa [Ordinanza sulla protezione civile, art. 8].

 

Differimento di servizio

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Se un milite, per motivi importanti, non può svolgere il servizio per il quale è stato convocato, ha la possibilità di fare domanda di differimento.

La richiesta di differimento deve, obbligatoriamente, presentare degli argomenti sufficienti e, ad essa, devono essere allegati i documenti che comprovano l'impossibilità ad entrare in servizio (documenti del datore di lavoro, della scuola,...). In assenza di argomenti e documenti comprovanti l'impossibilità ad entrare in servizio, la domanda non viene considerata.

Non esiste il diritto automatico al differimento. Finché la richiesta non viene accettata (finché il milite non riceve una risposta affermativa), permane l'obbligo di entrare in servizio come da convocazione.

 

Congedo

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Se un milite, per motivi importanti, durante il servizio per il quale è stato convocato deve assentarsi per alcune ore, ha la possibilità di fare domanda di congedo.

Il foglio di congedo deve essere accompagnato da giustificativi a comprova della necessità di assentarsi durante il servizio.

 

Disposizioni penali

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La Legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile [LPPC] pone le basi legali che disciplinano le disposizioni di carattere penale.

Art. 68    Infrazioni alla legge

1 È punito con la detenzione, l’arresto o la multa chiunque intenzionalmente:

a.    in qualità di persona soggetta all’obbligo di servire nella protezione civile si rifiuta di dar seguito a una convocazione o alla chiamata, si allontana dal servizio senza esserne autorizzato, non rientra dopo un’assenza autorizzata, abusa di un congedo concessogli o si sottrae in altro modo all’obbligo di prestare servizio;
b.    disturba servizi d’istruzione o interventi della protezione civile, oppure ostacola o mette in pericolo le persone che prestano servizio di protezione civile;
c.    incita pubblicamente a rifiutare di servire nella protezione civile o di eseguire le misure ufficialmente ordinate.

2 Se il colpevole ha agito per negligenza, la pena è della multa. Nei casi di lieve entità l’autorità cantonale o comunale competente può rinunciare, la prima volta, a un’azione penale; può limitarsi ad ammonire il colpevole.

3 È punito con l’arresto o con la multa chiunque:

a.    in qualità di persona soggetta all’obbligo di servire nella protezione civile si rifiuta di assumere i compiti e le funzioni attribuitegli;
b.    in qualità di persona in servizio nella protezione civile viene meno agli ordini di servizio;
c.    disattende ordini o regole di comportamento relativi all’allarme;
d.    abusa del distintivo internazionale della protezione civile oppure della carta d’identità per il personale della protezione civile.

4 Nei casi di lieve entità l’autorità cantonale o comunale competente può rinunciare a un’azione penale; può limitarsi ad ammonire il colpevole.

5 Sono fatti salvi il perseguimento penale e l’azione civile in virtù di altre leggi.